Finanza Islamica: al servizio degli ultimi del Mondo

Intervista al CEO di Dubai, Fahad Al Gergawi

 

di Margherita Chiara Immordino Tedesco

e Francesco Palladino

Margherita Chiara Immordino Tedesco con S.E. Omar Obaid Alshamsi e il dottor Abdallah Raweh, medico chirurgo di fama mondiale al Dubai Business Forum
Margherita Chiara Immordino Tedesco con il CEO di Dubai FDI Fahad Al Gergawi

Essendo il fulcro geografico ed economico del Medio Oriente, del Nord Africa e dell'Asia meridionale, gli investitori di tutto il mondo vedono Dubai, come un elemento vitale delle loro operazioni e per le piccole e medie imprese, Dubai è il luogo ideale per nuove iniziative. Come si è riusciti a raggiungere questo importante obiettivo?

Procediamo, con le nostre agenzie, alle politiche e alle strategie del programma che lavorano con il governo su un piano progressivo, non solo per molti anni ma, migliorando di anno in anno. Siamo ambiziosi, possiamo anche sviluppare molto di più. Da quando abbiamo iniziato nel 2014 con un mandato governativo, abbiamo seguito questo percorso e ultimamente abbiamo iniziato a ricevere premi a livello globale; Questo è il risultato dei nostri programmi innovativi, mai intrapreso da nessun altro prima d'ora.

 

Dubai mira a diventare la prima Smart City del mondo entro il 2021, seguendo dal 2014 uno dei più ambiziosi programmi di integrazione ICT (informazione tecnologica e comunicazione) di sempre. Come si fonde la finanza islamica con l'avanguardia tecnologica?

Abbiamo dato il via al Dubai FDI Monitor, una risorsa preziosa per garantire agli investitori e alle imprese un buon viaggio verso il successo

Dubai FDI Monitor, fornisce informazioni essenziali e supporto inestimabile per le Imprese straniere che desiderano investire nella fiorente economia di Dubai e sfruttare la sua importanza strategica globale.

Per identificare gli investimenti e le opportunità. Dalla pianificazione all'implementazione e oltre. Dubai FDI ha le competenze, le risorse e le conoscenze per garantire perciò, un buon viaggio verso il successo commerciale. Si tratta di un progetto molto apprezzato dalla Banca interamericana che considera Dubai FDI monitor come un punto di riferimento per lo sviluppo per quelle agenzie che possono fare lo stesso percorso.

 

Di recente, Dubai Foreign Direct Investment ha vinto un prestigioso premio come "Top Investment Promotion Agency (IPA) 2019" per il Medio Oriente al FDI 2019 World Forum di Sydney. Un grande risultato per la vostra agenzia, per Dubai e per tutto il mondo arabo.

Siamo stati considerati i migliori, una delle migliori agenzie al mondo. Questo è il motivo per cui la città di Dubai è la più grande per la crescita e l'attrazione degli investimenti. Ultimamente, infatti, ci è stato assegnato questo prestigioso premio dalla rivista "Site Selection" a Sydney, appena 10 giorni fa.

 

Per quanto riguarda la finanza islamica, i paesi arabi non sono gli unici a guardare Dubai. L'economia islamica è un'opportunità per 1,6 miliardi di persone. La nostra strategia porta innovazione. Ad esempio, lo scorso ottobre abbiamo stipulato un accordo con l'entità statunitense Alliance Business Centers Network (ABCN), grazie alla quale per la prima volta gli investitori globali saranno in grado di avviare un'impresa a Dubai senza dover essere presenti negli Emirati Arabi Uniti.

Non la chiamiamo più solo finanza, ma finanza alternativa. Se nel settore turistico di Dubai in questo primo trimestre sono stati raggiunti 411.586 visitatori dall'Arabia Saudita, dal Regno Unito erano 326.586. Il Regno Unito e le maggiori capitali finanziarie del mondo vogliono essere a Dubai per investire, non più solo nel petrolio, ma anche nel mercato azionario, nell'industria farmaceutica, nel fiorente mercato immobiliare, nel turismo, nelle imprese , nei servizi.

 

 

Come può tutto questo essere conciliato con i principi religiosi della vostra cultura?

Non dimentichiamo mai, i nostri fratelli e sorelle meno fortunati. Le iniziative umanitarie di Dubai sono numerose. Non tutti possono permettersi l'istruzione, non tutti hanno abbastanza cibo e benessere. Per noi, la ricchezza viene da Allah e quindi ci è stata affidata e ciò che promuoviamo è una cultura della carità.

Grazie al nostro senso di carità e attraverso le nostre associazioni di beneficenza, siamo in grado di aiutare le persone bisognose, riportandole a vivere una vita buona in modo che, a loro volta, possano usare le loro capacità per aiutare gli altri e migliorare il mondo.

 

Le persone sono create da Dio e il destino è anche creato da Dio, qualunque cosa otteniamo dal potere o dal denaro o dalle risorse naturali, viene da Dio.

Il Pianeta, le persone, la vita, tutto è creato da Dio stesso, per questo abbiamo la responsabilità e il dovere di aiutare gli altri.

 

Il 2019 è l'anno della tolleranza a Dubai, quindi quest'anno celebriamo l'accettazione reciproca di tutti noi, provenienti da contesti diversi, religioni diverse, diversi gruppi etnici, con colori diversi, in modo che tutti possiamo vivere pacificamente insieme a sostenerci a vicenda.

Questa è la nostra filosofia.

 

 

Cosa ne pensa del rapporto e delle possibilità di investimento, tra Emirati Arabi e Paesi mediterranei come l'Italia?

Penso che tutta l'Italia sia un paese stupendo e molto speciale, per le splendide persone, per l'arte culinaria e gastronomica, per la cultura, per il design... Penso che l'Italia abbia "tutte le carte in regola" per svilupparsi verso il livello successivo. Forse da abbattere c'è solo una barriera linguistica con i Paesi esteri.

La relazione tra i nostri due paesi è molto importante. Abbiamo tanti interessi e passioni in comune, dalla cultura al valore della famiglia e penso quindi che possiamo fare molte cose insieme. Sono molto ottimista su questo.

 

Papa Francesco, nella sua recente visita negli Emirati Arabi e nella città di Dubai, ha dichiarato: "Sto visitando questo paese come un fratello per scrivere insieme una pagina di dialogo e seguire percorsi di pace". è stata la prima volta che un pontefice nella penisola arabica, come hanno vissuto le persone l'evento?

Posso descriverlo con una sola parola: fantastico.

È stato un evento storico. La visita del Papa ha anche aiutato a scardinare un antico "luogo comune", cioè che vi fosse odio tra le due più grandi Religioni del mondo. Solo nella multiculturale Dubai, abbiamo 204 nazionalità che vivono in armonia, tra cui 125.000 cristiani che hanno partecipato alla cerimonia. il Papa, il nostro presidente e il governo hanno la stessa visione riguardo alla fede e alla fratellanza.

 

Un'ultima domanda. Il vostro è quindi un sistema economico e sociale, che mira ad evolversi, nella prospettiva di ciò che da voi è chiamato "Janna" e che noi occidentali chiamiamo" paradiso" o quinta dimensione?

Possiamo farlo con lo sviluppo. Crediamo che la finanza non dovrebbe essere un limite, anzi, crediamo che possa essere gestita al meglio, sviluppando una filosofia etica, con una buona Governance.  Coltiviamo qui, ciò che sperimenteremo nella quinta dimensione e la finanza diventa importante e fondamentale quando ci permette di creare diversi tipi di opportunità per tutti e non solo per alcuni su questa terra.

Margherita Chiara Immordino Tedesco con l'avvocato Silvia Mainardi e Fahad Al Gergawi, CEO di Dubai FDI

Islamic Finance: serving the last of the World

Interview with Dubai CEO, Fahad Al Gergawi

 

by Margherita Chiara Immordino Tedesco

and Francesco Palladino

Margherita Chiara Immordino Tedesco with S.E. Omar Obaid Alshamsi and Dr. Abdallah Raweh, a world-renowned surgeon at the Dubai Business Forum

Western media and TV, in recent years, have accustomed us to an often erroneous and misleading vision of Islam and the Arab world. Many aspects of Arab culture, like the finance, stand out and excel at world level for prestige and avant-garde spirit. Arab finance, which is based on principles of ethics and transparency and is addressed to all regardless of the religious beliefs of individuals.

By importing these principles into the global economic market, it would be possible to devolve part of the incomes to charitable social projects and to invest, in socially sustainable initiatives; key points on which all Islamic finance revolves, reflecting the fundamentals of their culture.

A progressive social finance, therefore, developed in adherence to the principles of Sharia in the field of socio-economic justice, equality and collective prosperity, through to istitution like Zakat (religious duty of "purification" of one's wealth), Waqf  (establishment, for charitable purposes, of a usufruct on real estate) and many charities present in the Arab Emirates US.

Politicians and international humanitarian organizations should begin to consider Islamic social finance as a viable option, in an era in which climate change is unprecedentedly lengthening humanitarian response mechanisms.

 

How does it work? Every year, Muslims are required to donate 2.5% of the total cumulative wealth of a year to the poor in the form of Zakat. This happens not only in the Emirates. Last year, for example, around £ 300 million of Zakat were donated by Muslims in the United Kingdom.

Also last year, the International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRC) used the association to fund a drought assistance program in the Kenyan county of Kitui to help communities affected by drought caused by climate change in southern Kenya, facing two major problems, those of access to water and problems relating to cash crops.

Humanitarian action allowed access to clean water and livelihood opportunities for county residents by using funds to repair wells used to extract water and dig new ones.

To give one more example, in Indonesia the funds were used to finance renewable energy projects in rural areas. Using about $ 350,000, the construction of a power plant in Jambi was financed, helping to provide the electricity needed for residents in disadvantaged villages.

 

The Arab financial system therefore, can make a decisive contribution to providing much needed funding for the humanitarian challenges caused by climate change and the consequences that these entail, as well as helping the most disadvantaged who are poor, needy, but also victims of an economic crisis or catastrophic events attributable to environmental disasters.

The city of Dubai is certainly to be considered the geographic and economic fulcrum of the Middle East, North Africa and South Asia, a reference point for all foreign companies wishing to invest in its thriving economy and taking advantage of its global strategic importance.

To accompany investors on their journey and to ensure that they are successful in their investments, the city of Dubai uses Dubai FDI (Dubai Foreign Direct Investment), an agency belonging to the Department of Economic Development.

Dubai FDI provides advice and practical assistance on all decision-making and management aspects. An important agency that perhaps represents the dream of many investors, which determines the best legal structures, identifies the best investment opportunities and puts investors in a vast network of government and private sector contacts.

 

On June 19, 2019, Dubai Foreign Direct Investment won the "Top Investment Promotion Agency (IPA) 2019" Middle East award at the FDI 2019 World Forum held in Sydney, Australia. The Dubai FDI government agency, the investment development agency of the Dubai Department of Economic Development, aims to encourage and facilitate foreign investment in the UAE territory.

Presented by the magazine "Site Selection", the award recognized the United Arab Emirates as "the best country in which to invest" and the "best in which to invest pro capita".

Fahad Al Gergawi (Dubai Foreign Direct Investment, http://dubaifdi.gov.ae/English/Pages/default.aspx), CEO of Dubai FDI, said on that occasion: "We are pleased to receive this award which reflects the Dubai's ongoing commitment to ensuring that it is a preferred investment destination.

Forward-looking policies and our constant commitment to investors and companies ensure that we create initiatives that strengthen investor confidence in Dubai "

In recent years, Dubai initiatives have continued to strengthen Dubai's profile as a preferred and preferential investment destination. Only in the first quarter of 2019, investments reached 5.5 billion dollars, an increase of 176% compared to the first quarter of 2018.

 

Adam Jones-Kelly, CEO of Conway and President and publisher of Site Selection magazine, said: "Dubai FDI has repeatedly demonstrated the crucial role of investment promotion agencies and the way proactive agencies can turn global trends upside down .DDI in Dubai received more total votes than any other agency in the world ".

 

Last June 28 in Rome, the "Dubai Business Forum" was held. During the Forum, the CEO of Dubai FDI, Fahad Al Gergawi met selected companies, presented by the lawyer, Dr. Silvia Mainardi, strategic partner of the FDI in Dubai; offering entrepreneurs a privileged channel, to support companies in their business with reference not only to the UAE (United Arab Emirates) but to the entire Middle East.

S.E. Omar Obaid Alshamsi, ambassador of the United Arab Emirates in Rome - Formerly head of the emirate diplomatic mission in Washington DC, the Dr. Abdallah Raweh world-renowned surgeon, creator of humanitarian action where, on more than one occasion, he donated 100 free surgical operations to the less fortunate children, suffering from malformations and heart disease (we earlier talked about in this article), Margherita Chiara Immordino Tedesco, press service at the Holy See and publisher of Mondi (www.mondionline.org), partner of the event and many other important personalities from the world of Finance and Entrepreneurship.

On this important occasion, we had the pleasure of asking some questions to Fahad Al Gergawi, Chief Executive Officer of Dubai Foreign Direct Investment (FDI).

Margherita Chiara Immordino Tedesco with Dubai CEO FDI Fahad Al Gergawi

Being the geographic and economic fulcrum of the Middle East, North Africa and South Asia, investors from all over the world see Dubai as a vital element of their operations and for small and medium-sized businesses Dubai is the ideal place for new initiatives. How did you reach this goal?

We proceed, with our agencies, to the policies and strategies of the program working with the Government on a progressive plan, not only for many years but, improving from year to year. We are ambitious, we also can much more develop. Since we started in 2014 with a government mandate, we have followed this path and lately we have started receiving awards globally; This is the results of our innovative programs, never undertaken by anyone else before.

 

Dubai aims to become the first smart city in the world by 2021, following since 2014 one of the most ambitious ICT integration (Technological Information and Communication) programs ever. How does Islamic finance merge with the technological vanguard?

In example we start the Dubai FDI Monitor, a precius resources to ensure that investors and businesses have a smooth journey to success

Dubai FDI monitor, provides essential information and invaluable support to foreign businesses looking to invest in Dubai’s thriving economy and take advantage of its global strategic importance.

To identifying investment and opportunities. From planning to implementation and beyond, Dubai FDI has the expertise, resources, and knowledge to ensure a smooth journey to commercial success. this is a project that was highly regarded from inter-american Bank who considers Dubai fdi monitor, as a benchmark for development for the agencies that they can do the same.

 

Recently, Dubai Foreign Direct Investment won a prestigious award as "Top Investment Promotion Agency (IPA) 2019" for the Middle East at the FDI 2019 World Forum in Sydney. A great result for you and for the Arab world.

We were considered the best, one of the best agencies in the world. This is why the city of Dubai is the largest for growth and investment attraction. Lately, we have been awarded this prize by the "Site Selection" magazine in Sydney 10 days ago.

 

As for Islamic finance, the Arab countries are not the only ones watching Dubai. The Islamic economy is an opportunity for 1.6 billion people. Our strategy brings innovation. For example, last October we entered into an agreement with the US entity Alliance Business Centers Network (ABCN), thanks to which for the first time, global investors will now be able to start a business in Dubai without having to be present in the UAE US.

We no longer call it just finance, but alternative finance. If in the Dubai tourism sector in this first quarter 411.586 visitors were reached from Saudi Arabia, from the United Kingdom they were 326.586. The UK as well as the major financial capitals of the world want to be in Dubai to invest, no longer just in oil, but also in the stock market, in the pharmaceutical industry, in the thriving real estate market, in tourism, in businesses, in services.

 

How can all this be reconciled with the religious principles of your culture?

We do not forget our less fortunate brothers and sisters. Dubai's humanitarian initiatives are numerous. Not everyone can afford education, not everyone has enough food and well-being. For us, wealth comes from Allah and has therefore been trusted to us and what we promote is a culture of charity.

Thanks to our sense of charity and through our charitable associations, we are able to help people in need, bringing them back to living a good life so that they, in turn, can use their skills to help others and improve the world.

 

How people are created by God and destiny is also created by God, whatever we get from power or from money or natural resources, comes from God.

The Planet, the people, the life, everything is created by God himself, for this we have the responsibility and the duty to help others.

 

2019 is the year of tolerance in Dubai, so this year we celebrate accepting each other all of us, coming from different contexts, different religions, different ethnic groups, with different colors, so that we can all live peacefully together supporting each other.

This is our philosophy.

 


 

What do you think about the investment relationship between Arab Emirates and Mediterranean countries like Italy?

I think that all of Italy is a fantastic and very special country, for the splendid people, for the culinary and gastronomic art, for the Culture, for the design. I think Italy has "all the keys" to develop towards the next level. Perhaps to break down there is only a language barrier towards abroad.

I think the relationship between our two countries is very important. We have so many interests and passions in common, from culture we have to family value and so I think we can do many things together, I am very optimistic about this.


 

Pope Francis, in his recent visit to the Arab Emirates and the city of Dubai, said: "I am visiting this country as a brother to write together a page of dialogue and to follow paths of peace". was the first time that a pontiff in the Arabian peninsula, how did the people experience the event?

I can describe it with one word: fantastic.

It was a historic event. The Pope's visit also helped unhinge an ancient "commonplace", that is, that there was hatred between the two greatest religions in the world. Only in multicultural Dubai, we have 204 nationalities living in harmony, including 125,000 Christians who attended the ceremony. the Pope, our president and the government have the same vision regarding faith and brotherhood.


 

A last question. Yours is therefore an economic and social system, which aims to evolve, even in what you call “Janna”, we call it “the paradise” and which is now called the fifth dimension by many?

We can do this with development. We believe that finance should not be a limit; indeed, we believe that it can be managed at its best, developing an ethical philosophy, with good governance. We cultivate here, what we will experience in the fifth dimension and finance becomes important and fundamental when it allows us to create different types of opportunities for everyone and not only for some on this earth.

Margherita Chiara Immordino Tedesco with the lawyer Silvia Mainardi and Fahad Al Gergawi, CEO of Dubai FDI

Media e televisioni d’occidente negli ultimi anni, ci hanno abituato ad una visione spesso erronea e fuorviante dell’islam e del mondo arabo. Molti aspetti della cultura emiratina, come nel caso della finanza, spiccano ed eccellono a livello mondiale per prestigio e spirito avanguardista. La finanza negli Emirati Arabi Uniti, si basa su principi di etica e trasparenza ed è rivolta a tutti, prescindendo dal credo religioso dei singoli individui. Importando tali principi, nel mercato economico globale ,si riuscirebbe a devolvere parte dei fondi in progetti sociali caritatevoli e ad investire in iniziative socialmente sostenibili; punti cardine su cui ruota tutta la finanza islamica, riflettendo i fondamenti della loro cultura.

Una progressista finanza sociale quindi, sviluppata in aderenza ai principi della Sharia in materia di giustizia socioeconomica, uguaglianza e prosperità collettiva, attraverso la mobilitazione di istituzioni come Zakat ( dovere religioso di “purificazione” della propria ricchezza ), Waqf ( costituzione, a scopo di beneficenza di un usufrutto su beni immobili ) e moltissime associazioni benefiche presenti negli Emirati Arabi Uniti.

I politici e le organizzazioni umanitarie internazionali dovrebbero iniziare a considerare la finanza sociale islamica, come un'opzione praticabile in un'era in cui i cambiamenti climatici stanno allungando, senza precedenti, i meccanismi di risposta degli aiuti umanitari.

 

Come funziona? Ogni anno, i musulmani sono tenuti a donare il 2.5% della ricchezza cumulativa totale di un anno ai poveri nell'osservanza di uno dei cinque pilastri religiosi, chiamato appunto Zakat. Questo accade non solo negli Emirati. L'anno scorso ad esempio, circa £ 300 milioni, sono stati donati dai musulmani nel Regno Unito.

 

Sempre nel 2018, la Federazione internazionale delle società della Croce rossa e della Mezzaluna rossa (IFRC) ha utilizzato l’istituzione (Zakat), per finanziare un programma di assistenza alla siccità nella contea keniana di Kitui, per aiutare le comunità colpite dalla siccità provocata dal cambiamento climatico nel Kenya meridionale, affrontando due grandi problemi, quelli di accesso all'acqua ed i problemi relativi alle colture da reddito.

L’azione umanitaria ha consentito l'accesso alle acque pulite e alle opportunità di sostentamento ai residenti della contea utilizzando i fondi per riparare i pozzi usati per estrarre l'acqua e scavarne di nuovi.

Anche in Indonesia, i fondi sono stati utilizzati per finanziare progetti di energia rinnovabile nelle aree rurali. Utilizzando circa $ 350.000, si è finanziata la costruzione di una centrale elettrica nella provincia di Jambi, contribuendo a fornire l'elettricità necessaria per i residenti nei villaggi svantaggiati.

 

Il sistema finanziario arabo, quindi, può contribuire in maniera decisiva a fornire finanziamenti tanto necessari per le sfide umanitarie, causate dai cambiamenti climatici con le rovinose conseguenze che questi comportano, nonché ad aiutare i più svantaggiati che siano poveri, bisognosi, vittime di una crisi economica o di eventi catastrofici attribuibili a disastri ambientali.

 

La città di Dubai è certamente da considerarsi il fulcro geografico ed economico del Medio Oriente, del Nord Africa e dell'Asia meridionale, punto di riferimento di tutte le imprese straniere che desiderano investire nella sua fiorente economia, sfruttando la sua importanza strategica globale.

Ad accompagnare nel loro percorso gli investitori e a garantire che abbiano successo nei loro investimenti, la città di Dubai, si avvale del Dubai FDI (Dubai Foreign Direct Investment), agenzia facente parte del Dipartimento di Sviluppo Economico.

La Dubai FDI fornisce consulenza ed assistenza pratica su tutti gli aspetti decisionali e della gestionali. Un'importante Agenzia che rappresenta forse il sogno di tanti investitori, capace di determinare le migliori strutture legali, identificare le migliori opportunità di investimento e d'inserire gli investitori in una vasta rete di contatti governativi e del settore privato.

 

Lo scorso 19 giugno 2019 la Dubai Foreign Direct Investment, ha vinto il premio “Top Investment Promotion Agency (IPA) 2019” per il Medio Oriente al Forum mondiale FDI 2019 tenutosi a Sydney, in Australia. L’ente governativo Dubai FDI, Agenzia per lo sviluppo degli investimenti del Dipartimento di Sviluppo Economico di Dubai, ha l’obbiettivo di incentivare ed agevolare gli investimenti esteri nel territorio emiratino. Presentato dalla rivista “Site Selection”, il premio ha riconosciuto gli Emirati Arabi Uniti come "il migliore Paese in assoluto in cui investire" e il "migliore in cui investire pro capite". Fahad Al Gergawi (Dubai Foreign Direct Investment, http://dubaifdi.gov.ae/English/Pages/default.aspx), CEO di Dubai FDI, in quell’occasione ha dichiarato: "Siamo lieti di ricevere questo premio che riflette il continuo impegno di Dubai per garantire che sia una destinazione d'investimento preferenziale. Le politiche lungimiranti e il nostro costante impegno con investitori e aziende ci assicurano creare iniziative che rafforzino la fiducia degli investitori a Dubai".

Negli ultimi anni le iniziative di Dubai hanno continuato a rafforzare il profilo della Città, come destinazione preferita e preferenziale per gli investimenti. Solo nel primo trimestre del 2019, gli investimenti hanno raggiunto i 5,5 miliardi di dollari, un aumento del 176% rispetto al primo trimestre del 2018. Adam Jones-Kelly, CEO di Conway e Presidente ed editore della rivista “Site Selection”, ha dichiarato: "Dubai FDI ha ripetutamente dimostrato il ruolo cruciale delle agenzie di promozione degli investimenti e il modo in cui le agenzie proattive possono capovolgere le tendenze globali. Gli IDE di Dubai hanno ricevuto più voti totali di qualsiasi altra agenzia nel mondo ".

Lo scorso 28 giugno a Roma, si è tenuto il “Dubai Business Forum”. Durante il Forum, il CEO di Dubai FDI, Fahad Al Gergawi ha incontrato selezionate aziende, presentate dall’avvocato, dott.ssa Silvia Mainardi, strategic partner dell’FDI di Dubai, offrendo agli imprenditori un canale privilegiato, per supportare le imprese nel loro business con riferimento non solo agli UAE ( Emirati Arabi Uniti), ma a tutto il Medio Oriente.

Al Forum hanno partecipato S.E. Omar Obaid Alshamsi, ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti a Roma - Precedentemente capo della missione diplomatica emiratina a Washington DC, il Dottor Abdallah Raweh chirurgo di fama mondiale, artefice dell'azione umanitaria dove donò, in più di un occasione, 100 interventi operatorii gratuiti ai bambini meno fortunati, affetti da malformazioni e patologie dell'apparato cardiaco (ne parlammo in precedenza in questo articolo), Margherita Chiara Immordino Tedesco, servizio stampa presso la Santa sede ed editrice di Mondi (www.mondionline.org), partner dell’evento e molte altre importanti personalità del mondo della Finanza e dell'Imprenditoria.

In quest’importante occasione, abbiamo avuto il piacere di rivolgere alcune domande a Fahad Al Gergawi, Chief Executive Officer della Dubai Foreign Direct Investment (FDI).

 
New Project (18).jpg