Cyber intelligence e cultura di massa.

di Margherita Chiara Immordino Tedesco

e Francesco Palladino Callaioli

“Bisogna utilizzare l’intelligence per legittima difesa – ha detto il prof. Mario Caligiuri durante il Master in intelligence dell’Università della Calabria – poiché occorre essere consapevoli che oggi viviamo nella società della disinformazione permanente e intenzionale. Il dibattito odierno sulle fake news, peraltro ricondotto nell’ambito delle polemiche politiche, non coglie affatto, secondo me, la dimensione e le distorsioni complessive del sistema mediatico che producono la costante manipolazione della realtà”

"Viviamo un epoca di straordinario autoinganmo attraverso eccesso programmato di informazione legato al basso livello culturale", continua.

L' intelligence è il punto di incrocio tra sapere umanistico e sapere scientifico, ci troviamo in un periodo storico dove lo scontento la fa da padrone, le università formano giovani senza sbocchi lavorativi, le nuove tecnologie fruibili sono sempre più presenti nella società anche come innesti nel corpo umano, l' intelligenza artificiale fa passi da gigante e la preoccupazione per il prossimo futuro può divenire disarmante. L' intelligence deve comprendere e prevenire, non solo quel che riguarda l' innovazione tecnologica, di qual si voglia livello, ma anche in quella struttura sociale ed economica, che forma la forza di una nazione. Oggi giorno, il livello culturale si è abbassato come anche la forma linguistica, la quantità sconfinata di informazioni reperibili in rete, rimangono in ogni caso informazioni soggette al pinco pallino di turno che si improvvisa esperto. Una vera e propria sindrome proposta nel' 99, e che porta il nome dei due psicologi che la formularono, David Dunning e Justin Kruger. L' effetto Dunning Kruger è un incapacità metacognitiva, da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri limiti ed errori. Il possesso di una reale competenza, al contrario, può produrre la distorsione inversa, con un'affievolita percezione della propria competenza e una diminuzione della fiducia in se stessi, poiché gli individui

competenti sarebbero portati a vedere negli altri un grado di comprensione equivalente

al proprio; uno dei mali del nostro tempo, decisamente.

Il prof. Mario Caligiuri, è autore del libro Cyber Intelligence. Tra libertà e sicurezza,

dove il professore spiega la netta separazione di due logiche, quella umana dell’ intelligence e quella della cyber intelligence dettata dalle nuove tecnologie. "I due ambiti si stanno reciprocamente ibridando sempre di più: le macchine diventano sempre più intelligenti e gli uomini assumono sempre maggiori quantità di tecnologia. In uno scenario in cui emerge la figura del “simbionte”, cioè della simbiosi tra uomo e macchina, l’utilizzo delle informazioni è la chiave di volta per la comprensione della realtà" dice il professore in un intervista,

"Nel 2020 ci saranno sulla terra 30 miliardi di dispositivi, praticamente quattro volte il numero degli abitanti del pianeta. Questo indurrà gli Stati ad elaborare due distinte politiche: una per i cittadini fisici e l’altra per i cittadini virtuali, destinati a superare i primi. L’economia mondiale dipende in misura rilevantissima da internet e lo sarà in modo quasi esclusivo tra poco. Tutto questo “continente invisibile” che produce più effetti del mondo cosiddetto “reale” determina di fatto la sorveglianza continua e la scomparsa della privacy.

Internet si evolverà in tre direzioni. Ci sarà una sempre maggiore integrazione dei mezzi, che saranno di formato sempre più piccolo. Poi, si verificherà una reciproca ibridazione tra uomo e macchina: gli uomini assumeranno all’ interno del loro corpo pezzi di tecnologie e le macchine diventeranno sempre più intelligenti. Infine, l’intelligenza artificiale è diventata ormai natura e determinerà sempre di più la vita sulla terra. Tutto questo porrà problemi giganteschi che le organizzazioni politiche non sono in grado di gestire, ne tanto meno di prevedere.

Dobbiamo abituarci a convivere al bordo del caos dove tutto è fuori controllo e tutte le strade sono possibili. Infatti assistiamo al paradosso che da un lato maggiormente si sviluppano le tecnologie e sempre di più c’è bisogno del fattore umano per analizzarle e contestualizzarle, dall’ altro siamo alla presenza di strumenti che elaborano quantità sterminate di informazioni che conferiscono anche qualità produttive ma in tutto questo internet rappresenta contemporaneamente un luogo magico, dove tutto può sempre accadere".

Durante il Master in intelligence dell’Università della Calabria, il professore cita lo storico israeliano Yuval Noah Harari: “Oggi il vero potere è sapere quali informazioni ignorare”.