In Italia, arte ed artisti al Museo Gugenheim di Venezia

di Margherita Chiara Immordino Tedesco

Margherita Chiara Immordino Tedesco con Leopoldo Fiorilla di Santa Croce

Kandinsky, Pollok, Motherwell, Rothko, questi alcuni degli artisti le cui opere hanno visto la luce dei riflettori, grazie a Peggy Gugenheim nipote di Solomon Gugenheim entrambi appassionati collezionisti d'arte.

Il Museo Gugenheim di Londra ospitò le opere di un Kandinsky a gli esordi, detto anche"cavaliere azzurro"per via del particolare abbigliamento ovvero un mantello azzurro che spesso indossava, permettendo così al pubblico londinese di apprezzare le sue opere e di godere di quel raffinato e necessario rinnovamento nell' arte pittorica, che tutta Europa agognava da tempo. Dal 1947 a palazzo Venier dei Leoni, a Venezia, è esposta la sua preziosa collezione che racchiude le opere di P. Mondrian, C. Brâncuşi, P. Picasso, R. Delaunay, V. V. Kandinskij, J. Pollock ( pioniere dell'Espressionismo Astratto americano) e molti altri, che furono presentate per la prima volta alla biennale del 1948 anche al pubblico italiano.

Margherita Chiara Immordino Tedesco ha intervistato Leopoldo Fiorilla di Santa Croce, Presidente del Guggenheim Circle:

Che cos' è la Guggenheim circle?

E' un associaione di persone vicine alla collezione Peggy Guggenheim, che fin dagli inizi degli anni ottanta hanno partecipato attivamente alla vita del museo, aderendo ad un ricco calendario di eventi rivolti all' approfondimento dell' arte moderna e contemporanea e sostenendo annualmente l' acquisizione di opere d' arte per l' ampliamento della collezione permanente della Fondazione di cui il museo fa parte. Alla Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, appartengono al Museo di Venezia e lo stesso museo Solomon R. Guggenheim di New York. Il Museo di Bilbao è frutto di una collaborazione tra la Fondazione ed il governo Basco.

Quando è nato il Guggenheim Circle?

Nel 1982, due anni dopo l' apertura del museo, naque il primo gruppo di sostenitori chiamati "Junior Members", solo nel 1996 il gruppo fi ribattezzato Guggenehim Circle e di anno in anno la collezione accoglie nuove richieste di ammissione a questa dinamica ed esclusiva, comunità di arte moderna e contemporanea. Dal 2006 sono stati acquisiti un acquerello di Lucio Fontana, un inchiostro su carta di David Smith, una china su carta di Dadamaino, un frottage di Roland Penrose, nonché gli orecchini di Peggy Guggenheim realizzati da Yves Tanguy.

Avendo una visione più vasta tra Italia e Stati Uniti, come considera il mercato dell' arte?

L' Italia possiede un patrimonio artistico incomparabile a livello internazionale, stimato fra fra il 50% ed il 70% di quello mondiale. Il mercato Italiano dell' arte vive invece da tempo, una situazione di crisi rispetto agli altri paesi e perde nella comparazione internazionale. E' addirittura mancante un ruolo attivo dei collezionismo nell' innestare un "circolo virtuoso" riconosciuto dallo Stato, questo finora è mancato perche in Italia non c'è stata alcuna attenzione per il mercato e la domanda dell' arte. Inoltre, ci sono delle restrizioni burocratiche inesistenti in alti paesi, ad esempio all' estero, come in Francia e in Inghilterra, c'è la riservatezza e la licenza di esportazione; sotto la soglia di 150.000,00 euro le opere, possono essere esportate senza chiedere alcun permesso. In Italia c'è invece il pericolo che la sovrintendenza alle Belle Arti, intervenga addirittura vincolando il bene stesso non permettendo più di esportarlo o venderlo.

Per quel che riguarda i musei italiani ?

Anche qui c' è un primato, l'Italia è il paese con la più alta densità museale del mondo, ma c'è poca cura, soffrendo eternamente quindi, dei tagli dei fondi statali, blocchi delle assunzioni ed un ostruzionismo rispetto all' intervento di privati, vedesi ad esempio lo stato di urgenza per il sito archeologico di Pompei. Oltre questo di comune notizia, manca la cultura dei servizi aggiuntivi: ristoranti, caffè, bookshop; a Vienna, al castello di Schonbrunn, ci sono otto strutture tra caffè e ristoranti, al British Museum con i servizi aggiunti che si traducono anche in posti di lavoro, c'è un fatturato da 22 milioni di euro l' anno, contro il Metropolitan Museum di New York con i sui "commercial trading" di ben 50.000.000 di dollari, per un afflusso di 25.000.000 milioni di visitatori annui.

Mentre qui al Guggenheim di Venezia?

Lavorare alla Collezione Peggy Guggenheim significa svolgere, un attività professionale di rilievo, riconosciuta in tutti gli ambienti artistici; il Museo di Venezia è uno spazio d' arte che i veneziani amano anche come luogo per incontrarsi ed ammirare le opere dei più interessanti artisti del novecento, partecipando ad inaugurazioni eventi ed attività didattiche.

Margherita Chiara Immordino Tedesco con Leopoldo Fiorilla di Santa Croce