ModernArtMuseum - Ca' la Ghironda: il pensiero creativo fuso fra arte e natura

di Margherita Chiara Immordino Tedesco

e Francesco Palladino

Quali sono i vincoli che legano la materia ed il pensiero creativo? Cos'è l' arte nel suo fine ultimo, se non un emozione racchiusa in delle forme espressive, forme creatrici generate da un creatore, creatrici di nuove emozioni da regalare a chi le osserva.

“Il segno e il colore, la conoscenza umana e la sua morfologia funzionale, sono gli elementi essenziali della mia esistenza. In essi vi sono l’amore della vita e l’inevitabilità di certi abbandoni" - Francesco Martani

Francesco Martani fu autore di una concezione artistica in grado di proiettarci verso una nuova visione onirica, concettualizzazione del bello, che penetra nel "microcosmico" mondo dell'emozione umana, in una danza dove la scienza è ispirazione e l'arte diviene “rappresentazione materiale del pensiero più puro e profondo dell’inconscio umano”.

F. Martani, medico, scienziato, artista, scultore e pittore creò, da quella che era una casa colonica quasi abbandonata, il "Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Ca’ la Ghironda" - ModernArtMuseum, situato nei primi colli bolognesi, un'opera d'arte a cielo aperto in continuo mutamento, 10 ettari di "land art" monumentale ed al contempo sperimentale, abbracciano l'area museale che accoglie opere di grandi artisti, opere scultoree che sembrano crescere e cambiare rigogliose, acquisendo vita propria mentre accompagnano sognanti lo scorrere del tempo. Il suo "ModernArtMuseum", posto al centro dell' intera area museale, ospita una collezione permanente divisa in quattro sale, dove le opere vengono esposte ciclicamente. Esternamente Ca' la Ghironda accoglie esposizioni personali e collettive di artisti affermati ed artisti emergenti. 15.000 piante, 210 sculture dei più significativi Maestri internazionali del nostro secolo.

"Una gigantesca opera d' arte, elemento ispiratore di quella che è la fantasia creativa di un artista, che genera nuove forme, nuovi sogni, dando vita così a nuove dimensioni oniriche che permettono di realizzare e dare sfogo alla propria emotività"  - Vittorio Spampinato

Erede della filosofia e del progetto che unisce arte e scienza, natura ed arte, il cofondatore e direttore del museo d' arte moderna Vittorio Spampinato, ci racconta che tutto nacque nell' 86, quando Francesco Martani, partecipò alla Biennale di Venezia per Arte e Scienza, con il suo grande amico Giorgio Celli, portando il messaggio che: “l’arte è elemento di vita, di passione, di amore”. Celli curò asieme a Vittorio Spampinato, il ciclo di mostre "Arte e Natura" dal 2004 al 2011; Margherita Chiara Immordino Tedesco lo ha incontrato a Ca' la Ghironda in un appassionante chiacchierata/intervista:

"Un progetto spontaneo, non c'era nulla di codificato non c'era niente di definito ma doveva essere la realizzazione spontanea tradotta dall'inconscio e guidata dall'inconscio, sulla base soltanto dell'onda emotiva. Nello stesso modo in cui si crea un' opera d' arte, per realizzare un progetto che si è espresso su 10 ettari di parco e che è elemento di fusione tra opera dell'uomo e opere della natura ,dove la natura non deve essere vista come elemento passivo ma protagonista! Un elemento estetico essa stessa, elemento scultoreo spontaneo della vegetazione che si è andata ad inserire".

"Nella nostra passeggiata nel parco, vedrai un "percorso filosofico" volutamente dato a questo parco, affinché l' osservatore non lo visiti solo come pinacoteca, ossia come un luogo che ospita, raccoglie e conserva opere d'arte, ma in modo che rappresenti un percorso di vita.

Si parte dalla zona più bassa, perché ci stiamo staccando dalla vita materiale stiamo entrando nel nostro sogno. Dobbiamo lasciare lì nella parte bassa tutti i nostri problemi i nostri pensieri in qualche maniera anche il nostro corpo da un punto di vista simbolico per permetterci di iniziare una navigazione nei nostri pensieri, nelle nostre emozioni, in quello che l'arte e la natura insieme ci possono suscitare.

Proseguiamo poi per una passeggiata che ci darà tanti stimoli con una serie di elementi che già ci richiamano al senso filosofico. Troveremo le tre anfore di Franz stahler sono le 3 otri che raccolgono l'acqua prima che tocchi la "materia terra "e pertanto l'acqua che proviene dal cielo porta con sè tutti gli elementi del cosmo quindi tutta la positività degli elementi del cosmo. L'acqua genera vita l'acqua viene raccolta in oltri che simbolicamente rappresentano il senso dell' unione, l'acqua prima di scendere a terra trae forza e vigore e genera vita, lì dove nascono le idee.

Salendo si arriva al centro del centro, dove gli alberi secolari sono elementi simbolici importanti e tra i platani, cedri, aceri e querce, troviamo la scultura di Giacomo Manzù "il cardinale" la sacralità della figura del Cardinale che in questo caso non è rappresentato soltanto della veste cardinalizia ma soprattutto dai tagli e dallo stile che Giacomo Manzù metteva nelle sue opere. MAnzù fu uno dei più grandi artisti del Vaticano assieme a Francesco Messina. Il Cardinale stilizzato porta il numero 3 simboleggiando la trinità, assieme a dei tagli sulla veste, che sono tipici dell'Italia a cui si ispirava Giacomo Manzù, i tagli del Futurismo, i tagli della velocità, i tagli dell' andare oltre gli elementi estetici e quindi oltre allo spazio dello spazialismo, rappresentando questo tempo che supera la materia andando oltre il visibile, ad un senso di libertà che si raggiunge attraverso una profonda spiritualità.

Proseguendo troviamo una scultura di Giuseppe maraniello, una navigazione sul reticolato delle problematiche della vita, una barca, un opera, che paradossalmente qui posizionata rappresenta proprio l'abbandonarci alle spalle i nostri problemi una navigazione tra il serio e il faceto, tant'è che davanti scorgerai un omino che fa la pipì, irridendo Il futuro che verrà. Troviamo poi Astati, di Nag Arnoldi, sentinella protrettrice delle idee e del nostro percorso.

Arriveremmo poi a Francesco Messina con "la grande madre" simbolo eccelso di maternità e genesi, per proseguire poi e trovarci di fronte alla "via fertile", dove osserveremmo sulla destra delle opere che raccontano e parlano della maternità mentre sulla sinistra avremmo la maternità della natura fra alberi secolari e ciliegi a simboleggiare il nascere delle idee.

Un curioso aneddoto su "il Cristo rivelato" di Felice Tagliaferri, artista "diversamente vedente" , lo vuole nel 2008 in viaggio a Napoli a visitare lacappella San Severo, opera di Giuseppe Sammartino, il Cristo Velato. Chiese di poter ‘toccare’ l’opera per ‘vederla’ a modo suo. il permesso gli fu negato, dopodichè Felice Tagliaferri realizzò una sua versione della scultura, che fosse disponibile alle mani dei non vedenti: il "Cristo rivelato", ovvero un Cristo “velato per la seconda volta” e “svelato ai non vedenti”.

"L’arte si innalza su tutto, perché l'arte è quello che ci dà testimonianza che siamo noi Dio, siamo noi l'amore, siamo noi il creato. Dio e noi. Tutto quello che tu vedrai qui è proprio il concetto concretizzato del nostro dare grande solennità al pensiero, alla valenza del nostro pensiero; noi siamo il pensiero. Non saremmo niente se non avessimo il pensiero, saremmo soltanto vile materia, ci nutriremmo di elementi materici vivremo di elementi materici e non avremmo nulla che ci distacca dalla percezione esclusivamente speculativa della vita. Dobbiamo cercare invece di innalzarci attraverso il pensiero e grazie al pensiero ad un livello superiore e ritenerci noi stessi elemento dell'universo tutto quello che ci circonda". V.Spampinato.

Vittorio Spampinato è stato ideatore e curatore della recente mostra intitolata "Quattro Elementi". "nel 2017. "Abbiamo avuto il piacere di ospitare a Ca' la Ghironda" la dr.ssa John-Stucke, direttrice del museo di Wewelsburg , che mi chiese di organizzare una mostra in occasione del 70° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del1948, per riscattare, rigenerare, un luogo teatro di orrori indicibili a discapito di donne ed uomini vittime dei lager nazisti, il Castello di Wewelsburg; centro ideologico e "mistico" delle SS, scelto da Heinrich Himmler, capo delle SS. Il castello rinnovato, oltre ad ospitare varie realtà associative in ambito artistico, ha dato vita al "museo del Terrore" nazista.

Ha voluto quindi celebrare questa ricorrenza con un progetto espositivo di “Arte e Natura” affermando ed onorando il diritto alla Vita e alla Dignità dell’Uomo e del Creato, celebrando i quattro elementi che sono fonte primaria e fulcro di vita nell' universo: fuoco, acqua, aria, terra. L'esposizione ha coinvolto 4 artisti Emiliano-Romagnoli , Roberto Casadio (FUOCO), Nevio Bedeschi (ACQUA), Angelo Tassi (ARIA) e Rolando Gandolfi (TERRA), “Quattro Elementi”. Mentre si conclude la mostra "Rigenesi", che vede l’arte del recupero di Felice Meo simboleggiare una rinascita della materia , il museo ospita le opere dell' eclettico Ezio Camorani, la nuova produzione artistica di Monica Musiani e Quattro fondali, assieme a quattro burattini, creazioni del famoso burattinaio Riccardo Pazzaglia in omaggio alla mostra "I Quattro Elementi" dove sono stati scelti otto 'pezzi' da lui creati, a rappresentare Aria, Acqua, Terra e Fuoco.

 

"L’uomo è un animale che non vive di solo pane: ha bisogno per vivere e non solo per sopravvivere, della bellezza del mondo: i boschi, i  fiumi, i mari, sono la sua eredità. Di un paesaggio vero si dice che è così bello da sembrare dipinto. L' arte e la natura sono un Dio bifronte che noi siamo chiamati oggi a ritrovare nella sua interezza. La pittura, dopo una lunga peripezia nel mentale e nel virtuale, quando non nell'invisibile, sta di nuovo guardando il mondo, per riscoprirlo e rivisitarlo in una nuova latitudine sospesa tra il sogno e l'utopia.

Il moderno era eversione ed evasione, il postmoderno riconciliazione e rappresentazione.

Il dipinto non parla più solo a se stesso, ha ricominciato a raccontare il mondo.

Il pittore, che produce bellezza, ne diventa il custode. Sa che per ogni specie che scompare, i nostri sogni, e le nostre metafore, diventano più povere. I musei d'arte dell'uomo devono allargarsi all'infinito, diventare la biosfera. Diceva Nietzche che il mondo si giustifica solo come fenomeno estetico, e che l'arte e la vita tendono a mutarsi l'una nell'altra". -Giorgio Celli