100 interventi gratuiti per i meno fortunati.

L'incontro fra Abdallah Raweh e papa Francesco

 

di Margherita Chiara Immordino Tedesco

e Francesco Palladino Callaioli

Ci sono Uomini che lasciano un segno indelebile, uomini che creano opportunità e abbattono barriere costruitesi nel tempo, creando le fondamenta di un mondo nuovo dove l'auspicio risiede in una maggior consapevolezza che le differenze fra i popoli e le genti, rappresentino un valore aggiunto e prospero di vita all'insegna della fratellanza e della carità.
Lo scorso 3 Febbraio 2019 papa Francesco arrivò ad Abu Dhabi, per una visita negli Emirati Arabi Uniti. Fu la prima storica visita di un Pontefice nella penisola arabica, che accolse l'invito del principe ereditario, Sua Altezza lo Sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan, riuscendo ad abbracciare per la quinta volta, il giorno successivo, il Grande Imam di Al-Azhar, Ahamad Al-Tayyb.
Il 2019 è stato dichiarato dal Governo emiratino “Anno della tolleranza” dove oltre alla visita del Pontefice si è dato il via ad una soluzione politica alla guerra in Yemen, che ha causato una delle peggiori crisi umanitarie negli ultimi 4 anni.

"Qui negli Emirati – ha detto il Presidente Sheikh Khalifa bin Zayed Al Nahyan – l’Anno della tolleranza sarà celebrato come uno sforzo per portare avanti ulteriormente il sogno pluridecennale di creare una società tollerante e coesa, aperta a popoli di culture e religioni diverse. Gli Emirati Arabi Uniti e la Tolleranza vanno di pari passo".
Tutto ciò accade nell’anno in cui la Chiesa ricorda gli otto secoli dall’incontro tra san Francesco e il sultano Malik al-Kamil, che avvenne a Damietta in Egitto nel 1219. Simbolo e logo, dello storico incontro è una colomba portante un ramoscello di ulivo, decorata dai colori delle due bandiere, quella vaticana e quella degli Emirati Arabi Uniti.
"Non si può onorare il Creatore senza custodire la sacralità di ogni persona e di ogni vita umana: ciascuno è ugualmente prezioso agli occhi di Dio. Perché Egli non guarda alla famiglia umana con uno sguardo di preferenza che esclude, ma con uno sguardo di benevolenza che include. Pertanto, riconoscere ad ogni essere umano gli stessi diritti è glorificare il Nome di Dio sulla terra". [...] "la fratellanza certamente esprime anche la molteplicità e la differenza che esiste tra i fratelli, pur legati per nascita e aventi la stessa natura e la stessa dignità'". "La pluralità religiosa ne è espressione. In tale contesto il giusto atteggiamento non è né l'uniformità forzata, né il sincretismo conciliante: quel che siamo chiamati a fare, da credenti, è impegnarci per la pari dignità di tutti, in nome del Misericordioso che ci ha creati e nel cui nome va cercata la composizione dei contrasti e la fraternità nella diversità". "Vorrei qui ribadire la convinzione della Chiesa Cattolica: 'Non possiamo invocare Dio come Padre di tutti gli uomini, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati ad immagine di Dio'".

Queste le parole del Pontefice in visita per la prima volta negli Emirati, citando la dichiarazione “Nostra aetate”; riconoscimento, del senso religioso nella vita di ciascun uomo e principio della fratellanza universale.
La visita di papa Francesco costruisce un nuovo punto di incontro” fra i popoli e proprio in onore di questo, il professore Abdallah Raweh, Italo Arabo,cardiochirurgo di fama mondiale, ha lanciato una missione umanitaria internazionale che porterà ad operare e curare gratuitamente 100 bambini poveri.

«Farò 100 interventi in beneficenza in più di quelli che già prevedo annualmente, per aiutare chi ha bisogno. Il mio pensiero di riconoscenza è rivolto a questo grande Pontefice che con il suo fare fraterno sa davvero costruire ponti e individuare vie di dialogo che fino a qualche tempo fa erano impensabili. È un grande esempio che offre a tutti e davanti al quale voglio rendere omaggio»

Gesti come questo danno nuova speranza; come uomini, costruiamo differenze illusorie fra noi sin dalla notte dei tempi, le culture e le tradizioni che appartengono all'intero globo dovrebbero ora più che mai cominciare ad esser viste esclusivamente come ricchezza aggiunta all'inestimabile patrimonio del creato che è l'uomo stesso. Gli stessi uomini che riescono a distinguersi per le loro azioni, rappresentano la pietra angolare, che tiene in piedi l'umanità nel considerarsi per sua stessa definizione e pregio, “umana”. Dobbiamo sperare che in questa nuova èra, uomini illuminati ed audaci,risoluti e caritatevoli, rappresentino sempre più mura ciclopiche, pietre, mattoni dei nostri più alti valori, dove poter racchiudere e celebrare l'umanità stessa e che uomini come il professor Abdallah Raweh siano d'esempio e d'ispirazione per le nuove generazioni.

Lo stimato professor Raweh, solo nel 2017 effettuò 370 interventi di cui due terzi su bambini tra Londra e Dubai, il 2017 fu anche l'anno in cui incontrò per la prima volta il Santo Pontefice in Vaticano.
Il professore ricorda così quell'esperienza indimenticabile:

«E' stato due anni Quando gli ho raccontato la mia storia e l'impegno per i poveri ha preso le mie mani tra le sue e le ha benedette. E' un uomo saggio, Papa Francesco e umanamente speciale».

Il professor Raweh non è nuovo a queste meravigliose azioni umanitarie che coinvolgono i bambini affetti da malformazioni e problematiche dell' apparato cardiaco,
Sue le parole nel dichiarare: “Io sono un uomo molto fortunato ed è quindi giusto che mi occupi in modo no profit degli altri. Per questo motivo ogni mese io mi divido tra Dubai, Abu Dhabi e diversi altri Paesi dove mi vengono programmati gli interventi per le persone meno fortunate alle quali diamo quindi un’assistenza ai massimi livelli”.

Abdallah Raweh è italo Arabo, Nasce in una importante famiglia Yemenita radicata fra lo Yemen e gli Emirati Arabi Uniti. Sentì una vocazione sin dall'infanzia per la medicina oltre ad una passione per l’Italia derivata da un istintivo trasporto per la cultura e la bellezza. Contrariamente ai consigli del padre, che avrebbe voluto gestisse il patrimonio familiare, grazie a una madre che lo sostenne, a sedici anni era già all’Università per stranieri di Perugia, dove in seguito ricevette la medaglia d'onore per i suoi meriti scientifici. Si iscrisse poi, senza mai il minimo dubbio, alla facoltà di medicina e chirurgia di Bologna. Laureatosi, dopo esser stato un chirurgo di punta dell’equipe del Policlinico San Donato per dodici anni, si trasferì a Londra.Oltre ad una intensa carriera Universitaria, vanta un Curriculum vitae professionale illustre e fuori dal comune.È membro di varie società e associazioni tra cui SICCH (Società Italiana Cardio Chirurgia), RSM (Royal Society of Medicine - UK), SCTS (The Society for Cardiothoracic Surgery - UK), Swiss Confederation Medical Association Council, EACTS (European Association for Cardiothoracic Surgery), Society of Thoracic Surgeons, AATS (American Association for Thoracic Surgery - USA), EMA (Emirates Medical Association).In un secondo incontro con il santo padre nel 2018, Raweh, fu onorato in Vaticano, in riconoscimento dei suoi sforzi umanitari e dei suoi servizi di volontariato per servire pazienti adulti e bambini cardiopatici in Italia, dove secondo le stime, 1 bambino su 100 nasce con malformazioni o disfunzioni cardiache.Dopo l'ultimo incontro con papa Francesco negli Emirati Arabi ad oggi, sono già stati operati, dal professor Raweh, con successo 22 piccoli pazienti , alcuni dei quali nel Centro International Quironsalud a Barcelona, uno dei centri d’avanguardia in Spagna,di cui è primario il cardiochirurgo professor Abella Raul.Spostandosi spesso fra Stati Uniti, Europa e Medio Oriente, li dove il paziente non possa essere portato a Londra per l'intervento, negli Emirati il professor Raweh ritorna regolarmente per portare avanti un programma umanitario dedicato a persone che altrimenti non potrebbero permettersi interventi chirurgici tanto complessi. Il programma denominato “Charity” ha il supporto della Croce Rossa emiratina ed è supportato dalla fondazione dello sceicco Mohammed Bin Rashid. Ci auguriamo che l'incontro fra il Pontefice ed il professor Raweh e le lodevoli azioni umanitarie intraprese dal Professore, oltre a donare nuovamente il sorriso sui volti dei bambini e dei genitori di tutto il mondo, siano un punto di slancio per una perpetua campagna umanitaria che coinvolga sempre più professionisti dei vari settori, in aiuto dei meno fortunati.