28a CONVENTION MONDIALE CCIE IN VENETO: NUOVE VIE COMMERCIALI E GLOBAL NETWORK COME PROSSIMA FRONTIERA DI OPPORTUNITÀ DI INTERNAZIONALIZZAZIONE

di Elvio Bordignon

e Margherita Chiara Immordino Tedesco

Si è svolta in Veneto (Venezia, Padova, Treviso) la 28a Convention mondiale delle 79 Camere di Commercio Italiane all’Estero presenti in 56 paesi. L’occasione ha permesso di incontrare i soggetti della promotion attivi in Italia per riflettere insieme su comuni strategie di internazionalizzazione rivolte alle piccole e medie imprese italiane. Presidenti, Segretari generali, Business developer, imprenditori, manager si sono raccolti attorno a un unico grande tavolo di confronto per fare il punto della situazione e tracciare un bilancio alla fine del decennio ma al contempo avanzare anche delle proposte concrete per affrontare i cambiamenti importanti che sono ormai iniziati. Cambiamenti che riguarderanno soprattutto la tecnologia, internet (intelligenza artificiale, blockchain, big data, criptovalute, internet delle cose, etc.), l’ambiente (sostenibilità, clima) con particolare attenzione anche al lavoro e al fenomeno dell’immigrazione annesso. È stato possibile anche incontrare i delegati attraverso degli incontri B2B e seminari per rafforzare il rapporto con attività specifiche di avvicinamento.

In questo, il Made in Italy sembra stia affrontando una fase di rinnovamento perché si stanno esplorando nuove vie commerciali che creano aspettative ma anche insidie e pertanto il tutto va affrontato con prudenza e ricercando nuovi sistemi e modalità di comunicazione. Nel meeting sono emerse anche alcune direttive precise come difendere il mercato europeo, investire sulla crescita dell’Africa, accrescere la presenza diretta in USA e America latina e cogliere l’opportunità della Via della seta in Cina e Asia. Il Made in Italy ha dimostrato di essere una vera catena di valore sui mercati finali ma ciò non basta più, pertanto bisognerà rafforzare il vincolo di crescita dei fattori fissi quali terra e lavoro, capire se è più conveniente continuare a vendere ancora prodotti o spostarsi sulla conoscenza (il caso del licensing) ed infine l’importanza di far alimentare il codice sorgente dell’italianità come vero e proprio core business e motore.

A conclusione della prima sessione, un terzo blocco ha riguardato temi come l’esclusività e l’inclusività quali facce della stessa medaglia. Si è cercato di capire se il Made in Italy può puntare solo su mercati elitari, oppure debba anche simultaneamente dedicarsi al mass market dei paesi emergenti che offrono entrambe le possibilità. In proposito, si è suggerito caldamente di investire maggiormente e con coraggio in creatività, tecnologia, visione per rigenerare la conoscenza dei territori che stanno cambiando con molta velocità. La seconda sessione, invece, ha riguardato in particolare la nuova globalizzazione in atto. Scenari inediti stanno sconvolgendo il mondo e si è parlato quindi di forme di neo-protezionismo (vedi i dazi) che stanno provocando dei ri-equilibri commerciali a suon di competizione tecnologica, di politiche di import substitution ma anche forti reazioni alla crescita a causa di disuguaglianze interne i paesi (anche in Italia) sempre più evidenti. Ogni azienda dovrà, assieme alla Camera di commercio estera, fare fronte a problematiche sempre più complesse e di rapida modifica. I modelli di business sono quindi sotto l’occhio vigile di enti, studiosi e manager perché non è semplice adattare un processo produttivo a dei cambiamenti così imprevedibili. La soluzione proposta è stata quella di spostarsi sempre più dalla catena di montaggio alla catena di valore attraverso per esempio il superamento delle barriere tariffarie, strategie di market seeking nelle economie più ricche e dinamiche, strategie di resource seeking nelle economie più complesse ma anche studiare forme ibride che consentano di intercambiare i fattori in base al problema o opportunità che si presenta. Infine, è stata trattata anche l’industria 4.0 quale input per tutti sul quale insistere con più forza. In proposito, tre sono stati i punti affrontati: l’automazione e la robotica integrata, l’additive manufacturing e la visione che va verso il completamento della prima rivoluzione industriale con la separazione spaziale lavoro-lavoratore ben inteso che visione non significa per forza soluzione finale. Sono infatti temi delicati ancora aperti e il 28° meeting internazionale li ha voluti porre in luce tutti affinché ognuno dei partecipanti potesse ricevere il medesimo messaggio. È chiaro poi che ogni Camera di commercio dovrà naturalmente impostare il lavoro in base al proprio territorio e paese di appartenenza, ma ugualmente gli spunti e le sfide presentate hanno voluto chiamare tutti alla piena collaborazione con l’obiettivo importante di creare una sinergia più forte che parli del nuovo Made in Italy all’unisono. Alla convention è intervenuto anche Alessandro Benetton che ha rimarcato l’attenzione sul binomio sport-impresa quale volano per avvicinare i paesi esteri all’Italia. L’evento delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina fissato per il 2026 (ma anche i vari siti UNESCO tra cui il nuovo sito delle terre del Prosecco) ne è in questo momento l’esempio più importante e potrebbe essere utilizzato come banco di prova per trovare una via commerciale diversa ma perfetta per un paese dalle enormi potenzialità come l’Italia. Applauso, infine, anche per l’ingresso della neo nata Camera di Commercio italiana in Mozambico ad opera del Presidente dott. Simone Santi, quale ferma volontà di continua voglia di crescere.